Siria: bugie e disinformazione?

Canali di bugie e disinformazione:  continua l’istigazione mediatica contro la Siria, fabbricando bugie e manipolando foto

H. Sabbagh – SANA 30 Aprile 2011

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Damasco, (SANA) – Un certo numero di canali satellitari stranieri continua la campagna contro la “malvagia” Siria, fabbricando fatti e distorcendo notizie per servire i loro scopi. In questo contesto, al-Jazeera ha ripreso la sua campagna di istigazione. Non contenta di diffondere bugie, il canale ha incitato la gente ad andare in piazza quando durante la loro copertura delle proteste in Yemen, hanno detto che “i manifestanti in Siria continueranno il loro movimento di protesta a sostegno della città di Daraa, prima della preghiera del Venerdì, che a volte sono state seguite da raduni di decine o centinaia in una serie di governatorati siriani“.
In questo modo, il canale ha predetto cosa sarebbe successo, abbandonando credibilità e professionalità. Ciò è stato reso evidente quando il canale ha parlato di in un ampio schieramento delle truppe siriane al confine libanese, mentre le immagini trasmesse in diretta, da lì, non ha mostrato nulla a sostegno di questa storia inventata. Il canale, inoltre, ha diffuso una relazione su ciò che ha affermato essere delle proteste, mostrando delle foto e in seguito, facendo un passo indietro, dicendo che sono “immagini animate“, nel tentativo di aggiungere una sorta di credibilità alla loro copertura fuorviante.
Il loro ultimo arrivato nella gamma dei testimoni fabbricati, un “giurista attivista” della città di Daraa, chiamato Abazeed Abdullah. ha detto che la “forte pioggia caduta sui luoghi dove la sicurezza e l’esercito siriano si trovavano“, trascurando quello che aveva detto prima, a proposito un’intensa presenza dell’esercito nella città e dintorni, portando a chiedersi come la pioggia  abbia deciso di cadere solo sulle posizioni dell’esercito che era disperso in tutta Daraa, come Abazeed stesso ha detto.
Un altro “testimone oculare” chiamato Fadel Abu Muhammad da Kanaker, ha detto che le forze di sicurezza hanno arrestato 19 persone e ha sostenuto che trattavano la gente del villaggio come un “vero nemico“, solo per contraddirsi rispondendo a un’altra domanda, dicendo che “nulla è successo tra noi e le forze di sicurezza finora, ma non sappiamo cosa accadrà.”
Ayham al-Zoabi, ancora un altro presunto testimone oculare, ha parlato delle proteste di migliaia di persone in tutta Daraa, e che ci sono cecchini sui tetti in città, solo per poi rispondere ad una domanda circa la sua posizione, dicendo che aveva lasciato Daraa tre giorni fa, sollevando la questione di come egli fosse “testimone” di queste migliaia di protestanti e cecchini, mentre era lontano dalla città da tre giorni.
Si deve tenere presente che, in base a questi canali, le comunicazioni con Daraa sono interrotte e la città è circondata, e a nessuno è permesso entrare o uscire. Alla domanda su una protesta a Sheikh Meskin, al-Zoabi ha detto che non ci sono stati scontri tra manifestanti e personale di sicurezza, ma si aspettava che “un massacro sarebbe successo”, quando la protesta avrebbe raggiunto i punti di controllo della sicurezza, senza dare nulla per confermare questa supposizione.
Al-Jazeera ha mostrato le foto dei raduni che sosteneva avessero avuto luogo a Damasco, in cui il cielo era limpido, mentre Damasco aveva subito forti piogge e grandinate.
Un testimone oculare da Banyas si è contraddetto, quando ha affermato che l’esercito e le forze di sicurezza hanno bloccato la città e impedito alla gente di lasciarla per andare a lavorare, dicendo allo stesso tempo che un “numero massiccio” di manifestanti era giunto dai villaggi vicini per sostenere Banyas, che ha spinto il conduttore del programma di cercare di evitare la contraddizione con una domanda nuova, e quindi interrompendo il collegamento.
Al-Arabiya ha mostrato quello che affermava di essere una protesta che avrebbe avuto luogo a Damasco, il Venerdì, ma l’immagine che essi hanno usato diceva altrimenti, a causa di una bandiera nell’immagine… la bandiera di un altro paese arabo.
In risposta alle accuse da parte di alcuni canali, l’Associazione della Comunità siriana in Egitto, ha rilasciato una dichiarazione confutando la notizia che dei siriani in Egitto stavano protestando davanti all’ambasciata siriana di Cairo. La dichiarazione afferma che “alcuni media arabi o in lingua araba, primo fra tutti al-Jazeera, hanno assunto un altro tipo di incitamento e istigazione contro la Siria, quando le cose in Siria hanno iniziato a muoversi verso la calma e al ripristino della sicurezza.” “Nel corso della sua politica di menzogne e distorsioni, che contraddicono i più vitali principi del giornalismo, al-Jazeera ha affermato che centinaia di siriani hanno protestato contro l’ambasciata del loro paese a Cairo, mentre i manifestanti erano solo decine e la maggior parte di loro, non-siriani“, aggiungeva la dichiarazione.
L’associazione ha rilevato che al-Jazeera è stata tra i primi ad ignorare la manifestazione organizzata dalla comunità siriana il 13/3/2011, per dimostrare il loro amore verso il proprio paese e la loro fede nella loro dirigenza, affermando che la comunità siriana in Egitto è con la leadership e il popolo siriani.

Traduzione di Alessandro Lattanzio: http://aurorasito.wordpress.com/2011/04/30/canali-di-bugie-e-disinformazione-continua-listigazione-mediatica-contro-la-siria-fabbricando-bugie-e-manipolando-foto/

This entry was posted in + ARCHIVIO-All Articles, Complotti, Giornalismo investigativo, Siria. Bookmark the permalink.

Comments are closed.