Strage di Oslo: ombre sioniste ed omertà mediatiche

LA STRAGE DI OSLO E LE OMBRE SIONISTE DEI THINK TANKS

31 luglio 2011terrasantalibera

Dopo i tentativi del solito giornalismo falso e tendenzioso di attribuire al “fanatismo cattolico” (Rai3) e cristiano in generale (tutti gli altri)  una strage senza senso, dopo le immancabili bordate dell’isterismo filosionista di punta, dopo la grottesca figuraccia di donna Nirenstein, che senza tentennamenti e con un tantino di mania di persecuzione punta il dito accusatore contro i suoi spettri arabo-islamici, è oramai noto a tutti, meno che ai media omertosi politically correct (ma solo quando sconviene alla lobby che li mantiene) i quali si ostinano a sottacerlo, che lo squilibrato killer di Utoya-Oslo fosse in realtà in cuor suo un fanatico filo-sionista, massone, amico d’Israele.

Nessuna penna, o mezzo busto iscritto all’albo, ha osato dirci che i giovani dell’isola di Utoya manifestavano contro Israele, che la Norvegia sia l’unico paese europeo che abbia commercialmente penalizzato la colonia ebraica mediorientale e si sia apertamente dichiarato favorevole al riconoscimento, a settembre in sede ONU, di uno Stato Palestinese autonomo e indipendente con propri confini autogestiti, aeroporto e porto commerciale. Nulla.

Nulla che possa mettere in relazione sionismo-Israele con quegli atti di terrorismo (molto più facile e comodo attribuirgli una patente cristiano-islamica), o che possa anche solo lontanamente farci pensare che quella debole mente potesse essere stata plagiata da ideologi e persone che in questo modo, con questo atto sanguinario e clamoroso, intendessero dare un segnale chiaro e forte, non solo alla Norvegia, ma a tutte quelle altre nazioni i cui governi avessero anche solo lontanamente ipotizzato di emularla.

E poi quelle oltre 1500 pagine/dichiarazione messe in rete dal killer sionista-massone Anders Behring Breivik, alias Andrew Berwick, (delle quali non si può dire con certezza sia lui l’autore), in cui tra un delirio e l’altro emergerebbero anche considerazioni politiche sensate, ma inserite in un’amalgama tale da screditare e svalutare il tutto: sembrano quasi compilate apposta (non si sa da chi ma si può immaginare il perchè) per confondere le idee. Uno spettro si aggira per l’Europa d’inizio terzo millennio, ed è la coscienza sempre più diffusa e dilagante che siamo una colonia al servizio dell’Impero d’oltre Oceano (ma retto dai Pirates of the Maditerranean), dal quale ci dobbiamo affrancare se vogliamo costruire un futuro sano per i nostri figli: e questa coscienza,prima che possa diffondersi ed affermarsi, qualcuno sa che deve essere criminalizzata, annichilita, contrastata con ogni mezzo, tanto militare quanto psicologico di massa.

(nella foto soprastante: Breivik/Berwick in grembiulino e abbigliamento da massone)

Chi ha materialmente composto e compattato le 1518 pagine del “memorandum Breivik”, inviate a migliaia di indirizzi email europei (Il Giornale, 28 luglio 2011, pag. 14)? Chi sono i veri “maestri” del “fratello” Breivik/Berwick? Quali sono, oltre le vittime accertate della strage, i reali obiettivi di questo progetto terroristico?

Vi diamo alcuni dati, vi proponiamo alcuni testi, voi metteteci il resto.

Filippo Fortunato Pilato – TerraSantaLibera-27/07/2011

 

1. •  La Norvegia è tra i paesi che ha riconosciuto lo stato palestinese ed ha annunciato che nella prevista votazione all’ONU, a settembre si schiererà a favore della creazione di uno stato palestinese (Washington’s blog)
2. •  La Norvegia ha annunciato il suo ritiro dalla guerra di Libia (Washington’s blog)
3. •  La Norvegia, secondo fonte di Haaretz, lo scorso anno ha escluso, per ragioni etiche, due imprese isaeliane dalla partecipazione allo sfruttamento dei pozzi petroliferi del mar del nord (Washington’s blog)
4. •  Circa due anni fa, il senatore statunitense-ebreo Lieberman aveva accusato la Norvegia di promuovere l’antisemitismo (Washington’s blogtraduzione Attilio Folliero)
5. •  Di cosa hanno paura (di Gianluca Freda)
6. •  Gli attacchi terroristici in Norvegia: una operazione False Flag (di Webster G. Tarpley)
7. •  “Lo Tsunami  di Netanyahu…”: risposta al prof. Ariel Toaff (di Claudio Moffa)
8. •  Il massacro in Norvegia è una reazione al boicottaggio verso Israele? (di Gilad Atzmon)
9. •  Chi erano i giovani laburisti di Utøya? (di Pino Cabras)
10. •  Il massacro del 22 Luglio: Norvegia e Israele ( di María José Lera e Ricardo García Pérez)
11. •  L’ombra del nuovo ordine mondiale (NWO) dietro la strage di Oslo? (di Enrica Perucchietti)

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