Israele autorizza i militari a sparare sui manifestanti

Israele autorizza i militari a sparare sui manifestanti e arma i coloni



di FFP – TerraSantaLibera – 6 settembre 2011

Israele autorizza i suoi militari a sparare sui palestinesi durante le prossime marce di protesta nel West Bank (Palestina occupata): i manifestanti, come si sa, non hanno mai usato armi da fuoco durante le loro dimostrazioni.

Nello stesso momento, l’autorità di Tel Aviv distribuisce maggiormente armi ai suoi coloni insediati nel territorio arabo di Cisgiordania, di pertinenza palestinese.

Tutto ciò contribuirà solo a creare maggior tensione, aggraverà la situazione sul campo che in caso di vittime civili si infiammerà ancor più, col rischio di scatenare reazioni a catena dagli esiti imprevedibili, ma sicuramente tragici.

Il governo coloniale sionista, insensibile e sordo alle risoluzioni ONU e allo sdegno internazionale,  lo è pure di fronte alle proteste interne della sua stessa popolazione israeliana, furiosa per decenni di sperpero di risorse ingenti, che se usate per una politica equa e di buon senso avrebbe portato benessere e prospettive positive per tutti gli abitanti dell’area, che invece hanno dovuto solo subire, incassare e testimoniare, brutalità, massacri, ruberie, instabilità politica generalizzata; con una popolazione araba prigioniera in casa propria e senza prospettive per il futuro, ed una gioventù israeliana ingannata da falsi ideologici e che non vede luce alla fine del tunnel, ma solo lampi di guerra e disperazione.

Mentre la gang euro-yankee, accompagnata dai fedeli servitori petrolmonarchi, semina guerre e morte in Africa, Oriente e tra breve Medioriente, con la colonna sonora mediatica che intona il tormentone degli “interventi umanitari”, Israele continua indisturbata a delinquere: di “No Fly Zone” sulla Palestina non se ne parla proprio, neppure di fronte all’evidenza dei massacri perpetrati a Gaza, in Libano e nel West Bank.

Mentre si avvicina il giorno in cui i rappresentanti della Palestina chiederanno ufficialmente alla Nazioni Unite il riconoscimento di un proprio Stato Nazionale, indipendente e autonomo, nei confini-aria-mare-movimenti-lavoro-commercio, l’entità sionista si prepara invece a mettere il bastone tra le ruote per impedire la riuscita di tale iniziativa storica.

Israele è abituata a spargere sangue gojim, non ebreo, senza farsi scrupolo alcuno: i suoi maggiordomi, sparsi tra i parlamenti delle nazioni, ne copriranno come al solito le malefatte, e gli orchestranti mediatici saranno bravissimi a far passare per melodie anche le note più stonate.

Anche noi siamo abituati a queste scelleratezze, ma non riusciamo proprio ad accettarle.

Filippo Fortunato Pilato per la Redazione, TerraSantaLibera, 6 settembre 2011

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