Gheddafi: Parlamenti e Carta Verde

Gheddafi: Parlamenti e Carta Verde

a cura di Mon-dart.blogspot.com

Benchè militare ( o forse proprio per quello ) Gheddafi ha una ben precisa idea degli pseudo-sistemi democratici occidentali attuali: nello scritto sottostante, facendo una netta distinzione tra RAPPRESENTANZA popolare e POTERE del popolo, individua nella forma “Parlamentare” il tallone d’ Achille delle attuali democrazie di rappresentanza, nelle quali il popolo non ha più nessun reale potere.

In questo blog si è più volte ribadito proprio tale concetto individuando nelle democrazie parlamentari il terreno più fertile e maggiormente idoneo alla ben protetta e nascosta proliferazione dell’ “Alien” che, parassitando l’ impianto democratico stesso, dapprima lo paralizza completamente e poi si nutre delle sue carni disciolte, lasciandone intatta la carcassa esterna, in modo del tutto simile a quanto farebbe un piccolo parassita che attacchi un gigantesco organismo vivente … iniettando dapprima il suo veleno ( oggi va per la maggiore il veleno finanziario ) per ridurlo all’ immobilità, per poi succhiarselo in santa pace, fino a svuotarlo completamente.

E non a caso è proprio lo schema di governo fortemente voluto dal nuovo potere finanziario-massonico fin dal suo nascere, per arrivare ad attribuire una valenza politica al già conquistato potere economico, sostituendo così in tutto e per tutto la precedente “Nobiltà per nomina” con una nuova “Nobiltà per reddito”.  Nobiltà da reddito che costituisce oggi il “potere reale” occidentale, e che fonda il suo potere su un tipo di reddito molto particolare perchè improduttivo, speculativo e virtuale, di tipo sostanzialmente bancario e finanziario: reddito che, proprio per la sua caratteristica di virtualità ed improduttività, per concretizzarsi deve necessariamente “parassitare” l’ economia reale, la popolazione, le nazioni, indebitandole con un falso Debito Pubblico e rendendole simili a giganti paralizzati di cui suggere il sangue, o a cavie ingabbiate tenute in vita solo per estrarne i fluidi vitali.  ( Il veleno dell’ Alien si chiama Moneta Debito, il pungiglione mortale si chiama FMI, e Banche Centrali Private … ma questo è un altro lungo discorso: qui serva solo a capire che il reddito finanziario virtuale in realtà non è altro che lo strumento, l’ aspirapolvere, il pungiglione con cui succhiare ai legittimi proprietari ogni loro bene reale, comprese le vite stesse delle persone che di fatto non saranno che i nuovi schiavi di questa moderna nobiltà criminale ).


Ancora non è un caso che sia proprio tale forma di “democrazia” che l’ attuale potere si ostina ad esportare ad ogni costo, e proprio attraverso quella nazione dove per prima venne sperimentata tutta la nefasta efficacia di una democrazia parlamentare al cui “Congresso” poteva accedere solo una ben precisa e preconfezionata “Nobiltà per reddito”, favorita dal filtraggio di un sistema elettorale e rappresentativo interamente basato sul denaro e sulla ricchezza, e da una finta contrapposizione che di fatto rappresenta gli stessi identici interessi retrostanti.

Sono questi gli attuali vermi che attraverso le più disparate organizzazioni sovranazionali di facciata, ed un reale coinvolgimento piramidale di “scatole cinesi finanziarie” create ad hoc, stanno cercando di “democratizzare” l’ intero globo, proprio in quanto tale sistema si è rivelato essere il più idoneo alla loro fetida lebbra, e alla loro malata disseminazione nell’ organismo sociale.


Risulterà pertanto interessante e curiosa, soprattutto agli sprovveduti che ancora credono di vivere nel “migliore dei mondi possibili”, la lettura della seguente analisi che Gheddafi fa delle democrazie parlamentari.  Più sotto, per utile confronto, riporto anche i punti fondanti della nazione libica, raccolti nella “Grande Carta Verde” … il confronto sarà molto istruttivo.

PARLAMENTI

di Muammar Al Qaddafy


I parlamenti sono la spina dorsale della democrazia tradizionale moderna, regnante oggi nel mondo.
Il parlamento è una rappresentanza ingannatrice del popolo ed i sistemi parlamentari costituiscono una falsa soluzione del problema della democrazia.

Il parlamento è costituito fondamentalmente come rappresentante del popolo, ma questo principio è in se stesso non democratico, perché democrazia significa potere del popolo e non un potere in rappresentanza di esso. L’esistenza stessa di un parlamento significa assenza del popolo. La vera democrazia, però, non può esistere se non con la presenza del popolo stesso e non con la presenza di rappresentanti di questo.

I parlamenti, escludendo le masse dall’esercizio del potere, e riservandosi a proprio vantaggio la sovranità polare, sono divenuti una barriera tra il popolo e il potere. Al popolo non resta che la falsa apparenza della democrazia, che si manifesta nelle lunghe file di elettori venuti a deporre nelle urne i loro voti. Per mettere a nudo il vero volto del parlamento, dobbiamo esaminare la sua origine.

Il parlamento è eletto nelle circoscrizioni elettorali, oppure è costituito da un partito o da una coalizione di partiti, o per designazione dall’alto. Nessuna di queste procedure è democratica, perché la ripartizione degli abitanti in circoscrizioni elettorali significa che un solo deputato rappresenta, a seconda del numero degli abitanti, centinaia o centinaia di migliaia o milioni di cittadini.

Significa, inoltre, che il deputato non è legato ai suoi elettori da un rapporto organico popolare, in quanto, secondo la tesi della democrazia tradizionale oggi attuata, egli è considerato il rappresentante di tutto il popolo, alla pari degli altri deputati. Le masse, quindi, sono separate completamente dal loro rappresentante, e egli, a sua volta, è completamente separato da esse.

Infatti, subito dopo la sua, elezione, egli usurpa la loro sovranità ed agisce al loro posto. La democrazia tradizionale, dominante oggi nel mondo, riveste i membri del parlamento di una sacralità e di una immunità che nega invece al singolo cittadino.

Questo significa che i parlamenti sono divenuti uno strumento per usurpare e monopolizzare a proprio vantaggio il potere del popolo. Questo è il motivo per cui è divenuto, oggi, diritto dei popoli lottare, attraverso la rivoluzione popolare, per distruggere questi strumenti di monopolio della democrazia e della sovranità che si denominano parlamenti, i quali usurpano la volontà delle masse. È diritto dei popoli proclamare solennemente il nuovo principio: “Nessuna rappresentanza al posto del popolo”.

Quando il parlamento è il risultato della vittoria elettorale di un partito, è il parlamento del partito e non del popolo. Rappresenta il partito e non il popolo ed il potere esecutivo detenuto dal parlamento è il potere del partito vincitore e non del popolo. Lo stesso vale per il parlamento in cui ogni partito dispone di un certo numero di seggi. Infatti, i titolari dei seggi rappresentano il loro partito e non il popolo; il potere esercitato da tale coalizione è il potere dei partiti coalizzati e non il potere del popolo.

In questi sistemi di governo, il popolo è la preda per la quale ci si batte. Il popolo è la vittima ingannata e sfruttata dagli organismi politici che combattono per giungere al potere, per strappare dei voti al popolo mentre questo si allinea silenzioso in lunghe file, che si muovono come un rosario, al fine di deporre il suo voto nelle urne, nello stesso modo in cui si gettano altre carte nel. cestino di rifiuti.

Questa è la democrazia tradizionale attuata nel mondo intero, sia che si tratti di un sistema monopartitico, di un sistema bipartitico o pluripartitico o perfino di un sistema senza alcun partito; diventa, così, evidente che la “rappresentanza è un’impostura”.

Quanto alle assemblee che si formano per designazione o per successione ereditaria, esse non hanno nessuna caratteristica democratica. Inoltre, siccome il sistema di elezione dei parlamenti si fonda sulla propaganda per ottenere voti è, di conseguenza, un sistema demagogico nel vero senso della parola.

I voti possono essere comprati o falsificati; per questo, il povero non può affrontare le battaglie elettorali, in cui vince sempre e soltanto il ricco. Furono i. filosofi, i pensatori e gli autori politici che sostennero la teoria della rappresentanza parlamentare, quando i popoli erano ignoranti e guidati come pecore da re, sultani, conquistatori.

L’aspirazione ultima dei popoli era, allora, di avere qualcuno che li rappresentasse dinnanzi ai governanti. Perfino questa aspirazione fu loro negata e per ottenerla i popoli affrontarono lunghe e dure lotte. È dunque irragionevole oggi, dopo la vittoria dell’era delle repubbliche e l’inizio dell’era delle masse, che. la democrazia sia la formazione di un piccolo gruppo di deputati, che agiscono in nome delle. grandi masse popolari. E una teoria antiquata ed una esperienza superata.
Il potere deve essere interamente del popolo.

Le più tiranniche dittature che il mondo abbia mai conosciuto si sono instaurate all’ombra dei parlamenti.

Grande Carta Verde dei diritti dell’Uomo dell’Era Jamahirlyana

1 La democrazia è il potere popolare e non la espressione popolare. I membri della società jamahiriyana dichiarano che il potere appartiene al popolo il quale lo esercita direttamente, senza intermediari né rappresentanti in seno ai Congressi popolari ed ai Comitati popolari.

2 I membri della società jamahiriyana sacralizzano la vita dell’individuo e la proteggono. Ne proibiscono l’alienazione. L’imprigionamento può essere esercitato soltanto su colui la cui libertà rappresenta un pericolo o una contaminazione per gli altri. L’obiettivo della pena è il risanamento della società, la protezione dei suoi valori umani e dei suoi interessi.
La società jamahiriyana proscrive le pene che attentano alla dignità ed all’integrità dell’essere umano, come i lavori forzati e la carcerazione prolungata.
La società jamahiriyana proscrive ogni attacco, fisico o morale, alla persona del prigioniero. Condanna ogni speculazione ed esperimenti di qual si voglia natura ai quali quest’ultimo potrebbe esse sottoposto.
La pena è personale e viene subita dall’individuo in seguito ad un atto criminale dal quale questa dipende necessariamente.
La pena e quanto ne consegue non possono estendersi a parenti né a congiunti del criminale. « Si commette il male soltanto a proprio scapito e nessuno si assumerà ciò che non ha commesso ».

3 I membri della società jamahiriyana sono, in tempo di pace, liberi nei loro spostamenti e nella scelta del loro domicilio.

4 Nella società jamahiriyana, la cittadinanza è un diritto sacro. Nessuno può esserne decaduto né privato.

5 I membri della società jamahiìiyana proibiscono l’azione clandestina ed il ricorso alla forza sotto tutte le sue forme, alla violenza, al terrorismo e al sabotaggio.
Queste azioni rappresentano un tradimento dei valori e dei. principi della società jamahiriyana, la quale afferma la sovranità dell’individuo in seno ai Congressi popolari di base che gli garantiscono il diritto di esprimere pubblicamente la propria opinione.
Essi rifiutano e condannano la violenza come mezzo per imporre idee ed opinioni.
Adottano il dialogo democratico come unico mezzo di dibattito e considerano ogni relazione ostile alla società jamahiriyana legata ad un’istanza straniera, sotto qualsiasi forma, come alto tradimento nei suoi confronti.

6 I membri della società jamahiriyana sono liberi di costituire unioni, sindacati e leghe per difendere i propri interessi professionali.

7 I membri della società jamahiriyaha sono liberi nelle loro azioni private e relazioni personali.
Nessuno può intromettersi, salvo lamentela da parte di uno degli interessati oppure azione o relazione che attentano o portano pregiudizio alla società o contrarie ai suoi valori.

8 I membri della società jamahiriyana sacralizzano la vita dell’essere umano e la proteggono.
L’obiettivo della società jamahiriyana è l’abolizione delle pena capitale.
A questo scopo, la pena di morte potrà essere inflitta solo ad un individuo la cui esistenza rappresenta un pericolo oppure è deleteria per la società.
Il condannato a morte può chiedere un alleviamento della sua condanna o, in cambio della vita, offrire un tributo personale.
Il tribunale può commutare la pena se questa decisione non reca danno alla società oppure se non è ai valori umani.
I membri della società jamahiriyana condannano l’applicazione dell’esecuzione della pena capitale con metodi ripugnanti, come la sedia elettrica, l’impiego dl gas tossici o le iniezioni.

9 La società jamahiriyana garantisce il diritto di difendersi e l’indipendenza della giustizia.
Ognuno dei suoi membri ha dirito ad un processo equo e integro.

10 Per i loro giudizi, i membri della società jamahiriyana si basano su una legge sacra: la religione oppure l’usanza le cui disposizioni sono stabili, immutabili ed insostituibili.
Dichiarano che la religione è una fede assoluta nella divinità e un valore spirituale sacro.
Essa è personale per ognuno e comune a tutti. È una relazione diretta con il creatore, senza intermediario.
La società jamahiriyana ne proscrive il monopolio come pure lo sfruttamento per fini di sovvertismo, fanatismo, settarismo, spirito di parte e guerra fratricida.

11 La società jamahiriyana garantisce il diritto al lavoro. Questo è un diritto ed un dovere per ognuno entro i limiti di uno sforzo individuale o in associazione con gli altri. con altri. Ognuno ha il diritto di svolgere un’attività di propria scelta.
La società jamahiriyana è la società dei soci non dei salariati. La proprietà, frutto del lavoro, è sacra e protetta; vi si può attentare soltanto nell’interesse pubblico e dietro un risarcimento equo.
La società jamahiriyana è libera dallo schiavismo salariale e afferma il diritto di ognuno al proprio lavoro e alla sua protezione. Soltanto chi produce consuma.

12 I membri della società jamahiriyana sono liberi da ogni tipo di feudalesimo. La terra non è proprietà di nessuno. Ognuno ha il diritto di sfruttarla e di trarne profitto con il lavoro, l’agricoltura o l’allevamento, nel corso della propria vita, quella dei propri eredi ed entro i limiti del proprio sforzo e dell’appagamento dei propri bisogni.

13 I membri della società jamahirivana sono liberi da ogni tipo di affitto. La casa appartiene a colui che la abita. Essa gode di una immunità sacra nel rispetto dei diritti di vicinato… « I vostri vicini prossimi e lontani ». La dimora non può essere utilizzata per nuocere alla società.

14 La società jamahiriyana è solidale. Assicura ad ognuno una vita degna e prospera e uno stato di salute avanzato onde giungere alla società delle persone sane. Garantisce la protezione dell’infanzia, della maternità, della vecchiaia e degli invalidi.
La società jamahiriyana è la tutrice di tutti coloro che non hanno tutela.

15 L’istruzione e le cognizioni sono diritti naturali di ognuno. Ogni individuo ha il diritto di scegliere la sua istruzione e le cognizioni che gli si confanno senza costrizione o orientamento imposto.

16 La società jamahiriyana è la società del Bene e dei valori nobili. Essa sacralizza gli ideali e i principi umani. La sua finalità è una società umanitaria ove l’aggressione, la guerra, lo sfruttamento ed il terrorismo saranno banditi e ove non sussisterà alcuna differenza tra i grandi e i piccoli.
Tutte le nazioni, i popoli e i nazionalismi hanno il diritto di vivere liberi, secondo le loro scelte e i principi dell’autodeterminazione. Hanno il diritto di instaurare la propria entità nazionale. Le minoranze hanno il diritto di salvaguardare la loro entità e il loro patrimonio. Le aspirazioni legittime di queste ultime non possono essere represse. Esse non possono neppure essere integrate con la forza in seno ad una o più nazioni o nazionalismi diversi.

17 I membri della società jamahiriyana affermano il diritto di ognuno di approfittare dei benefici, vantaggi, valori e principi che le vengano procurati dalla concordia, coesione, unione, affinità e affetto della famiglia, della tribù, della nazione o dell’umanità.
A questo scopo si adoperano onde instaurare l’entità nazionale naturale della loro nazione e sostengono tutti coloro che combattono per raggiungere tale obiettivo. I membri della società jamahirivana respingono ogni tipo di segregazione tra gli uomini dovuta al loro colore, razza, religione o cultura.

18 I membri della società jamahiriyana proteggono la Libertà e la difendono ovunque nel mondo.
Sostengono gli oppressi e incitano tutti i popoli a far fronte all’ingiustizia, all’oppressione, allo sfruttamento e al colonialismo. Li incoraggiano a combattere l’imperialismo, il razzismo e il fascismo in conformità al principio della lotta collettiva dei popoli contro i nemici della Libertà.
19 La società jamahiriyana è una società di splendore e di espansione. Garantisce ad ognuno il diritto di pensiero, creazione e innovazione.
La società iamahiriyana si adopera per lo sviluppo delle scienze, delle arti e delle Lettere. Assicura la loro propagazione in seno alle masse popolari onde impedirne il monopolio.

20 I membri della società jamahiriyana affermano il diritto sacro per l’uomo di nascere in una famiglia coerente che gli offra la maternità, la paternità e la fraternità.
L’espansione dell’Essere umano è conforme alla sua natura soltanto se viene assicurata da una maternità e da un allattamento naturali. ll bambino deve essere allevato da sua madre.

21 I membri della società jamahiriyana, uomini o donne, sono uguali in tutto quanto è umano. La distinzione dei diritti tra uomo e donna è un’ingiustizia flagrante che nulla può giustificare.
Proclamano che il matrimonio è un’associazione equa tra due parti uguali.
Nessuno può concludere un contratto matrimoniale sotto costrizione, né divorziare salvo mutuo consenso o tramite un’equa sentenza.
E’ ingiusto allontanare i figli dalle proprie madri e la madre dal suo focolare.

22 I membri della società jamahiriyana considerano i domestici gli schiavi dei tempi moderni, asserviti ai loro padroni.
Nessuna legge regola la loro situazione ed essi non dispongono di alcuna garanzia né protezione. Vivono nell’arbitrio del loro padrone, vittime della tirannia. Sono costretti per necessità e per sopravvivere a svolgere un lavoro che avvilisce la loro dignità e i loro sentimenti umani.
Per questa ragione, la società jamahiriyana proscrive il ricorso ai domestici nelle case. La casa dev’essere curata dai suoi proprietari.

23 I membri della società jamahiriyana sono convinti che la pace tra le nazioni sia atta a garantire loro prosperità, abbondanza e concordia.
Lanciano un appello in favore della cessazione del commercio delle armi e della loro fabbricazione ai fini dell’esportazione. L’industria delle armi rappresenta uno spreco delle ricchezze della società, un aggravamento delle imposte individuali, una propagazione della distruzione e dell’annientamento nel mondo.

24 I membri della società jàmahiriyana chiedono la soppressione delle armi nucleari, batteriologiche e chimiche come pure di ogni altro mezzo di sterminio e di distruzione di massa.
Chiedono l’eliminazione di tutte le riserve esistenti, la protezione dell’umanità dai pericoli rappresentati dalle scorie delle centrali nucleari.

25 I membri della società jamahiriyana si impegnano a proteggere la loro società nonché il sistema politico fondato sul potere popolare.
Si impegnano nello stesso modo a salvaguardarne i valori, i principi e gli interessi. Considerano la difesa collettiva il solo mezzo per preservarli. Considerano che ogni cittadino, sia esso uomo o donna, è responsabile della difesa della società jamahiriyana. Nessuno può avere un sostituto di fronte alla morte.

26 I membri della società jamahiriyana si impegnano sulle basi di questa carta.
Non permettono che essa venga violata e si vietano ogni azione contraria ai principi e ai diritti da essa garantiti. Ognuno ha il diritto di intentare una causa onde ottenere la riparazione di tutti gli attentati ai diritti e alla libertà che essa racchiude.

Fonte: http://mon-dart.blogspot.com/2011/03/questo-dittatore-disquisisce-di.html

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